CAMPARI E PANTOPRAZOLO
A trent’anni ci avevano promesso stabilità, consapevolezza e forse persino una digestione serena. Poi sono arrivati il capitalismo, il classismo, i rapporti sessuali discutibili e l’illusione che, in fondo, “basta volerlo”.
In Campari e Pantoprazolo, Alessandro Cognigni porta sul palco un viaggio interiore nel mezzo della crisi dei trent’anni, mescolando esperienza personale e critica sociale con sarcasmo, lucidità e un po’ di gastrite.
Comico marchigiano classe ’96, conosciuto su Instagram come teatrinho, Cognigni vive a Milano, dove ha scoperto il capitalismo e il welfare aziendale come forma di caporalato. Da lì, la decisione di prendere in mano un microfono e trascorrere più tempo possibile nell’unico posto in cui si sente a casa: il palco.
Una cosa è certa: non è uno spettacolo motivazionale. È esattamente l’opposto.
Adesso ridi, a casa ci ripensi.

